Vista dall'alto degli scavi di Ercolano con le domus romane, il decumano massimo percorso dai visitatori e le case della città moderna sullo sfondo
Decumano Massimo, Scavi di Ercolano — foto: Mentnafunangann · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ercolano antica è una città che si lascia guardare dall'alto prima ancora di entrarci. Dalla passerella che scende verso l'area archeologica si vedono i tetti, le strade lastricate e i piani superiori delle case, chiusi tra le pareti del materiale vulcanico che li ha sepolti durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Più piccola di Pompei, Ercolano è anche più raccolta e leggibile: in poche ore si attraversa un quartiere romano quasi intatto, con dettagli che altrove sono andati perduti. Per chi soggiorna da noi, alla Domus Aurea Herculanum, l'ingresso del Parco Archeologico è a circa cinque minuti a piedi, una distanza che permette di scegliere con libertà l'orario della visita.

Perché Ercolano è diversa da ogni altro sito

La differenza sta nel modo in cui la città è stata sepolta. A Ercolano non è piovuta una coltre di cenere e lapilli come a Pompei: la città è stata investita da flussi piroclastici, nubi di gas e materiale incandescente che si sono depositati fino a formare uno strato spesso una ventina di metri. Questo materiale, solidificandosi, ha sigillato gli edifici e ha conservato ciò che di solito scompare. Qui si vedono travi, porte, scaffali e tramezzi in legno carbonizzato ancora al loro posto, piani superiori delle case, tracce di cibo e di vita quotidiana. È un'esperienza che restituisce il senso dello spazio domestico romano in un modo molto concreto: le stanze hanno le loro dimensioni reali, le scale portano ancora a un piano di sopra.

Camminando lungo il decumano massimo, la strada principale, si incontrano botteghe con i banconi in muratura e le insegne dipinte. Il reticolo di cardini e decumani è facile da seguire anche senza guida, e la mappa ufficiale del Parco aiuta a individuare gli edifici aperti, che possono variare per lavori di restauro e manutenzione.

Le case da cercare lungo il percorso

La Casa dei Cervi è una delle dimore più eleganti della città: affacciata un tempo sul mare, con un giardino a terrazza, prende il nome dai gruppi scultorei in marmo che raffigurano cervi assaliti da cani. La Casa di Nettuno e Anfitrite conserva un mosaico parietale in pasta vitrea con le due divinità marine, dai colori ancora vivi, e accanto una bottega in cui si vedono gli scaffali in legno con le anfore, come se il negoziante fosse appena uscito. Vale la pena fermarsi anche davanti alle case in cui il legno carbonizzato è più evidente, come la Casa del Tramezzo di Legno, che conserva una parete divisoria con le sue ante.

Il Collegio degli Augustali, sede del culto dell'imperatore, colpisce per gli affreschi con le imprese di Ercole, l'eroe mitico a cui la tradizione attribuiva la fondazione della città. In uno degli ambienti di servizio è stato ritrovato lo scheletro di una vittima dell'eruzione, oggetto negli ultimi anni di studi scientifici di grande interesse.

Terme Suburbane e antica spiaggia

Scendendo verso la parte più bassa del sito si raggiungono le Terme Suburbane, uno degli impianti termali romani meglio conservati: le volte, i pavimenti e le vasche danno un'idea precisa di come funzionava un bagno pubblico. Poco oltre si apre l'area dell'antica spiaggia. Qui la linea di costa del 79 d.C. si trovava molto più in basso e più indietro rispetto a quella attuale, e lungo la riva si aprivano i fornici, ambienti a volta usati come rimesse per le barche.

Proprio nei fornici, a partire dagli anni Ottanta del Novecento, sono stati ritrovati i resti di circa trecento persone che avevano cercato riparo in attesa di una fuga via mare che non arrivò mai. È uno dei luoghi più toccanti dell'intero sito: gli studi su questi scheletri hanno permesso di ricostruire età, alimentazione e attività degli abitanti, trasformando una tragedia in una fonte preziosa di conoscenza. Si guarda in silenzio, ed è giusto così.

Consiglio pratico: entrate al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida e il caldo meno intenso, portate acqua e scarpe comode e prevedete almeno due o tre ore. Orari, biglietti ed eventuali aperture straordinarie cambiano nel corso dell'anno: verificateli sempre sul sito ufficiale del Parco Archeologico di Ercolano prima di partire.

Come organizzare la giornata

La visita si presta a essere divisa in due momenti: un primo giro libero per orientarsi lungo i decumani e un secondo passaggio più lento nelle case che vi hanno colpito di più. Un'audioguida o una visita guidata autorizzata aiutano a cogliere dettagli che sfuggono a uno sguardo veloce, soprattutto nelle decorazioni e nelle iscrizioni. Nelle giornate estive conviene alternare i tratti al sole con le soste all'ombra delle domus, e lasciare l'antica spiaggia per la fine, quando ci si può fermare senza fretta.

Molti reperti mobili trovati a Ercolano, come statue, affreschi e i bronzi della Villa dei Papiri, sono oggi custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: vederli dopo aver camminato tra le case da cui provengono completa il racconto. Allo stesso modo, una sosta al Museo Archeologico Virtuale, lungo la strada che porta agli scavi, aiuta a immaginare la città prima dell'eruzione. Tornati in camera, con il Vesuvio all'orizzonte, quella giornata del 79 d.C. sembra un po' meno lontana.

Dormire a cinque minuti a piedi dagli Scavi di Ercolano

Dalla Domus Aurea Herculanum raggiungete il Parco Archeologico a piedi in pochi minuti, così potete entrare quando la luce e la folla sono quelle giuste. Scoprite le nostre camere e scriveteci su WhatsApp per le date.